Vaffanculo al Vaffanculo
Dopodomani, festa della Liberazione, Beppe Grillo chiama in piazz per un Vaffa Day dedicato all'informazione. In sè non è una cattiva idea: di un certo tipo di informazione, molto diffuso, si farebbe volentieri a meno. E trovo anche buono che il vaffa non si limiti allo sfogo, ma cerchi anche di fare qualcosa di concreto, raccogliendo le firme per tre referendum, per abrogare l'ordine dei giornalisti, il finanziamento della stampa di partito e la legge Gasparri. Insomma, protesta e proposta.
Però rende l'idea del livello concreto delle iniziative di Grillo il fatto che il soggetto neppure conosca la legge. La legge 352 del 1970, quella che regola i referendum, e che dice (Ah, che bello, avere una laurea in Giurisprudenza, anche se appesa al muro a mo' di poster) : "Non può essere depositata richiesta di referendum [...] nei sei mesi successivi alla data di convocazione dei comizi elettorali per l'elezione di una delle camere". Un referendum si richiede depositando le firme raccolte su speciali fogli timbrati con una data: da allora si hanno tre mesi di tempo per raccogliere le firme e consegnando i fogli. Quindi i fogli con il timbro del 25 aprile, anzi del 24 perchè il 25 è festivo, bisognerà consegnarli entro il 24 luglio. Ci siamo? Ecco, i comizi elettorali sono stati convocati per il 13 e il 14 aprile, cioè in quei giorni si è votato per le elezioni, quindi non si potrà chiedere un referendum prima del 14 ottobre e quindi le firme si potranno raccogliere solo dal 14 luglio. Chiaro? Risultato: il primo Vaffa del vaffa day andrà proprio alle firme raccolte quel giorno, che saranno utilissime come carta igienica o per accendere il fuoco. E non so se sia peggio l'ipotesi che Grillo non conosca la legge o che la conosca e se ne freghi. E oltretutto manda in vacca tre battaglie nobili per ci probabilmente firmerei. Ma solo dal 14 luglio.
